Il modo in cui vengono distribuiti i segnali video e audio dipende soprattutto dal numero di sorgenti e di dispositivi di uscita. Altrettanto determinante è stabilire se i collegamenti debbano essere fissi in modo permanente o se debbano essere adattati in modo flessibile in un secondo momento. Chi distingue chiaramente i diversi approcci crea una base affidabile per la scelta dei prodotti, il cablaggio e l’espansione.
Gli impianti AV si differenziano non solo per le apparecchiature utilizzate, ma soprattutto per il modo in cui i segnali vengono instradati e distribuiti. A seconda dell’applicazione, può essere necessario prolungare un collegamento, passare da una sorgente all’altra o distribuire un segnale a diversi dispositivi di uscita. Nel caso di impianti di grandi dimensioni o soggetti a modifiche, questa distribuzione può avvenire anche tramite la rete.
Extender, switcher, distributori, matrici e AV over IP svolgono quindi compiti diversi. Non sono varianti di prodotto intercambiabili, ma rappresentano diverse strutture di instradamento del segnale. Chi li classifica correttamente può progettare la soluzione adatta all’utilizzo effettivo ed evitare sovradimensionamenti o sottodimensionamenti.
Prima di scegliere dispositivi specifici, è necessario chiarire come devono fluire i segnali all’interno dell’installazione. A tal proposito sorgono cinque domande fondamentali:
Da questi requisiti si deduce se è necessario un estensore, uno switcher, un distributore, una matrice o una soluzione AV-over-IP.
Un extender trasmette un segnale su una distanza che non può essere raggiunta in modo affidabile con una connessione diretta standard. È solitamente costituito da un trasmettitore presso la sorgente e da un ricevitore presso il terminale.
Una sorgente → un percorso di trasmissione → una destinazione
Un estensore non distribuisce il segnale né commuta tra diverse sorgenti. Il suo compito consiste nell’estendere una connessione esistente.
Immagine: gli estensori AT-AVA-E1311 e AT-AVA-D1311 prolungano il collegamento HDMI tra il notebook e il display tramite HDBaseT (Fonte: Hall Research)
Le applicazioni tipiche sono:
Per la scelta del prodotto non è rilevante solo la portata massima. Altrettanto importanti sono il formato del segnale e la velocità di trasmissione dati richiesta. Un segnale video ad alta risoluzione presenta requisiti diversi rispetto a un semplice segnale di controllo. Anche nel caso dell’USB è necessario verificare quale versione e larghezza di banda richiedono i dispositivi collegati.
Uno switcher dispone di più ingressi e di almeno un'uscita. Determina quale sorgente viene attualmente trasmessa al dispositivo di uscita collegato.
Più sorgenti → una selezione → una destinazione
In una sala riunioni, ad esempio, possono essere presenti un notebook, un computer fisso e un sistema di presentazione wireless. Lo switcher seleziona quale sorgente visualizzare sullo schermo. La commutazione può avvenire in diversi modi:
Immagine: lo switcher AT-HDR-SW-51 seleziona una delle cinque sorgenti HDMI per la riproduzione su un display (Fonte: Hall Research)
A seconda del dispositivo, uno switcher può svolgere ulteriori funzioni. Tra queste figurano l’adattamento di diversi segnali in ingresso a una risoluzione di uscita uniforme, la commutazione congiunta di immagini e audio o il controllo dello schermo.
In fase di progettazione è quindi necessario chiarire quali segnali debbano essere trasferiti al momento del cambio di sorgente. È sufficiente commutare solo l’immagine, oppure devono seguire contemporaneamente anche l’audio, l’USB e altre funzioni della sorgente selezionata?
Un distributore moltiplica un segnale in ingresso e lo trasmette contemporaneamente a più uscite.
Una sorgente → più uscite identiche
Tutti i display o i proiettori collegati mostrano sempre lo stesso contenuto. Un distributore è adatto, ad esempio, per:
Le uscite non possono essere assegnate in modo indipendente a sorgenti diverse. A tal fine sarebbe necessaria una matrice.
Immagine: Il distributore AT-ROND-H2214 trasmette il segnale proveniente da una sorgente HDMI contemporaneamente a quattro schermi (Fonte: Hall Research)
Nella scelta occorre inoltre considerare se i dispositivi di uscita collegati supportano le stesse risoluzioni e gli stessi formati di segnale. Se i dispositivi presentano differenze significative, potrebbe essere necessario un adattamento individuale delle uscite. Anche la distanza dai singoli schermi rimane un fattore rilevante. Un distributore moltiplica il segnale, ma non estende automaticamente i singoli collegamenti su distanze arbitrarie.
Una matrice dispone di più ingressi e uscite. È in grado di assegnare ogni sorgente in modo indipendente a uno o più dispositivi di uscita.
Più sorgenti → assegnazione libera → più destinazioni
Ad esempio, la sorgente A può essere visualizzata sul display 1, mentre la sorgente B viene mostrata contemporaneamente sui display 2 e 3. Se necessario, una singola sorgente può anche essere distribuita su più uscite.
Una matrice classica costituisce il nodo centrale dell’installazione. Le sue dimensioni sono determinate dal numero di ingressi e uscite disponibili. Una matrice 4×4 dispone di quattro ingressi e quattro uscite. Questa configurazione è facilmente calcolabile, ma presuppone che si conosca la dimensione del sistema richiesta. Se in seguito sono previste sorgenti o display aggiuntivi, la matrice deve già disporre delle riserve necessarie oppure deve poter essere ampliata.
Immagine: Il Matrix AT-HDR-H2H-44MA consente l'assegnazione indipendente di quattro sorgenti HDMI a quattro display (Fonte: Hall Research)
Oltre al numero di connessioni, sono rilevanti anche altre funzioni:
L’AV over IP svolge una funzione simile a quella di una matrice, ma utilizza una rete dati. Il segnale di una sorgente viene acquisito da un codificatore e reso disponibile in rete sotto forma di flusso di dati. Un decodificatore riceve lo stream desiderato e lo trasmette al display o al proiettore collegato.
Più sorgenti → rete → più destinazioni
L’assegnazione tra sorgente e dispositivo di uscita avviene tramite la configurazione. Non è vincolata a una determinata uscita di una matrice hardware centrale. Ciò consente di collegare tra loro sorgenti e dispositivi di uscita in modo più flessibile. È possibile aggiungere nuovi endpoint tramite codificatori o decodificatori aggiuntivi, senza dover sostituire l’intera matrice centrale.
L’AV over IP è particolarmente indicato per:
Questa flessibilità comporta ulteriori requisiti. La rete diventa parte integrante della soluzione AV e deve essere dimensionata in base al numero e al tipo di segnali trasmessi. I requisiti tecnici che ne derivano dipendono dalla piattaforma AV over IP utilizzata.
Le soluzioni possono essere combinate all’interno di un unico progetto. Una matrice, ad esempio, può servire più ambienti, mentre per singoli terminali remoti si possono utilizzare degli extender aggiuntivi. Uno switcher locale può raggruppare diverse sorgenti prima che il segnale selezionato venga distribuito.
Non è quindi fondamentale definire un’unica soluzione per l’intero progetto. Ogni percorso del segnale dovrebbe essere progettato in base alla sua funzione, alla distanza e alla flessibilità desiderata.
Ceconet supporta rivenditori e integratori nella progettazione e nella scelta di soluzioni multimarca per estensori, switcher, distributori, matrici e AV over IP. Insieme definiamo i percorsi del segnale, le interfacce e le possibilità di espansione, affinché tutti i componenti interagiscano in modo affidabile.